13 febbraio 2004
Miti & Mondezza
mais quel scandale, bea!
bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella
Nietzsche
[da Una Donna Per Amico]
Domenica 7 mattina, altro incubo altro regalo.
Mio marito con dolori lancinanti, penso subito all'ernia strozzata.
Stefano doc Amati, reperibilità anche festiva anche notturna anche ferragostiana anche sempre sentenzia tranquillo: ernia, pronto soccorso.
Mi si blocca lo stomaco, le gambe non camminano, ci metto due ore a trovare in me la forza per andare al pronto soccorso del Sant'Eugenio, dieci volte che ci sono passata, dieci brutte esperienze.
Non ho paura della malattia, ho buoni medici e sacri scienziati.
Miti insomma, miti veri.
Madre Ragion Pura non mi permetterebbe mai di offenderla mitizzando feccia umana.
Ho paura della mondezza.
Arriviamo al pronto soccorso, il solito impiegato lemme lemme presenta il modulo.
IL MODULO DA RIEMPIRE A UNO CHE SI TRASCINA PER TERRA URLANDO DAL DOLORE!!!!
C'ero partita con l'ascia di guerra, qualcuno al mio fianco pietosamente riempie il modulo prima che lo ficchi da qualche pertugio del mondezzaio di turno, ci mandano in sala 3.
Nessuno si sogna di accompagnare il paziente in barella, dobbiamo farcela da soli, mi viene da vomitare.
Ma arrivo al traguardo della scrivania del medico di turno.
E ancor prima di stramazzare al suolo eccoti il secondo numero, altra mondezzaia, altro regalo.
L'INFERMIERA!
Mi caccia sgarbatamente.
Ammè.
...continua...
10 febbraio 2004
Dialogo intorno alla repubblica
dialoghi tra Norberto Bobbio e Maurizio Viroli
[da Dialogo intorno alla repubblica, Edizioni Laterza, 2001]
Capitolo 6
Timor di Dio, amor di Dio
V. In questo vuoto morale la religione, come hai osser-
vato prima, diventa l'unico punto di riferimento. La fede
accompagnata dalla certezza del dogma diventa l'unica
guida morale. Anche se molti cattolici sottolineano che la
fede e il dubbio camminano insieme, mi sembra evidente
che chi ha fede religiosa crede in alcune verità.
Mentre la distinzione fra credenti e non credenti è sba-
gliata, è invece giusta la distinzione fra concezione laica e
concezione cristiana della vita, fondata sul fatto che il lai-
co riconosce i limiti della ragione umana quali limiti inva-
licabili e soprattutto non accetta l'aiuto della fede per var-
care tali limiti. Il cattolico, al contrario, non si rassegna al
limite, vuole una risposta e la trova nella fede in Cristo. Il
laico non sa la verità sul senso della vita e della morte; il
cristiano invece la sa: «chi crede nel Figlio ha la vita eter-
na»1, ha detto Cristo; che cos'è questa per un cristiano,
una verità o un'opinione fra le tante? E se non credono in
queste e nelle altre parole di Cristo in che senso si dicono
cristiani? I cristiani hanno ragione quando sostengono che
cattolici e laici sono accomunati dal senso del mistero
dell'uomo; il punto è che di fronte al mistero i cattolici ac-
colgono l'aiuto della fede, mentre i laici accettano che il
mistero resti tale.
B. E una certezza che si fonda sulla credenza che c'è un
solo giudice superiore, che è Dio, in grado di dare un giu-
dizio. Una delle ragioni fondamentali per compiere azioni
morali è quella che si chiama il timor di Dio. Togliete il ti-
mor di Dio e gli uomini saranno tutti libertini. Il timor di
Dio è considerato un elemento assolutamente indispensa-
bile in ogni società, perché altrimenti si scatenerebbe la
bestia selvaggia.
...continua...
09 febbraio 2004
Religione e religiosità
di NORBERTO BOBBIO
[da MicroMega n°2/2000 e MicroMega n°1/2004]
Io non sono un uomo di fede, sono un uomo di ragione e diffido di tutte le fedi, però distinguo la religione dalla religiosità. Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell'uomo è un piccolo lumicino, che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità, all'immensità dell'universo. L'unica cosa di cui sono sicuro, sempre stando nei limiti della mia ragione - perché non lo ripeterò mai abbastanza: non sono un uomo di fede, avere la fede è qualcosa che appartiene a un mondo che non è il mio - è semmai che io vivo il senso del mistero che evidentemente è comune tanto all'uomo di ragione che ll'uomo di fede.
Con la differenza che l'uomo di fede riempie questo mistero con rivelazioni e verità che vengono dall'alto, e di cui non riesco a convincermi. Resta però fondamentale questo profondo senso del mistero, che ci circonda, e che è ciò che io chiamo senso di religiosità.
...continua...
08 febbraio 2004
Preghiera trovata vagando per la rete...
Ai cari bambini di San Giuliano di Puglia (Molise)
le cui vite sono state recise dalla forza della natura
e dalla superficiale imperizia degli uomini.
(da Nonnamary.it)
Preghiera
Ho sognato di camminare in riva al mare con il Signore
e di rivedere sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme,
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni più difficili della mia vita.
"Signore, io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?"
E Lui mi ha risposto:
"Figlio, tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai.
I giorni nei quali vi è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio."
(Anonimo brasiliano)
07 febbraio 2004
I buchi neri dell'anima
Ci sono delle vicende della mia vita che per il dolore che mi hanno provocato preferirei dimenticare o quanto meno razionalizzare.
Solo che non sono mai riuscito né nel primo né nel secondo intento.
Adesso ne vorrei parlare e non ci riesco.
I buchi neri dell'anima tendono ad attrarre a se ricordi ed emozioni senza lasciare sfuggire nulla. Penso che parlarne mi servirebbe.
Appena mi sentirò pronto lo farò.
Solo che non sono mai riuscito né nel primo né nel secondo intento.
Adesso ne vorrei parlare e non ci riesco.
I buchi neri dell'anima tendono ad attrarre a se ricordi ed emozioni senza lasciare sfuggire nulla. Penso che parlarne mi servirebbe.
Appena mi sentirò pronto lo farò.
01 febbraio 2004
Il massimo del nulla
Io non sono mai stato un poeta
nemmeno quando da adolescente
scrivevo poesie.
Ho solo avuto una particolare sensibilità.
"Il massimo del nulla" è stata scritta a
Palermo il 15 Febbraio 1980.
Avevo sedici anni.
L'uomo cerca il massimo,
il massimo non l'uomo,
l'uomo cerca il niente
e in questa ricerca, perisce, e
ferisce, uccide.
Per il massimo del niente,
annienta se stesso
per il nulla,
per il massimo
del nulla,
del niente.
A sedici anni avevo già capito tante cose.
Che poi, puntualmente, ho dimenticato.
Pietro B.
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TerrexPietro
Cronache di un viaggio senza meta
di Pietro Busalacchi
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